Il rapporto tra Ivan Juric e il Torino è stato sin dall’inizio un viaggio attraverso l’altalena, caratterizzato da momenti di entusiasmo seguiti da altrettante fasi di delusione. Questa discontinuità, evidente sia in campo che fuori, ha creato un marchio di fabbrica che, purtroppo per i tifosi granata, ha portato più incertezze che certezze.

La stagione attuale ha visto il Toro oscillare tra risultati altalenanti, un fenomeno diventato ormai consuetudine. La relazione tra Juric e la dirigenza non è stata immune da turbolenze, ma recentemente sembra essersi normalizzata con il gesto simbolico del presidente Cairo che ha consegnato al tecnico una maglia celebrativa delle sue cento presenze sulla panchina granata. Tuttavia, con il contratto di Juric in scadenza a fine giugno e nessun segnale di rinnovo in vista, il futuro della collaborazione è avvolto dall’incertezza.

Va riconosciuto che Juric ha introdotto entusiasmo e un gioco aggressivo e spettacolare, riuscendo spesso a competere alla pari con avversari di calibro. Il problema emerge quando sembra giunto il momento del salto di qualità, il Torino inciampa. Le recenti sconfitte contro l’Udinese e la Fiorentina hanno evidenziato una mancanza di reattività, accompagnata da una serie di alibi, tra cui uno inaspettato: l’antifisicità. Juric ha dichiarato che il Torino è la squadra meno fisica che abbia allenato negli ultimi 14 anni, un’affermazione che ha sorpreso considerando l’immagine tradizionalmente associata al Toro, caratterizzato da forza e grinta.

Le contraddizioni emergono anche nel mercato dei trasferimenti, dove Juric ha ottenuto giocatori di sua preferenza, ma i risultati ottenuti da questi nuovi arrivi sono stati al di sotto delle aspettative. La definizione di “qualità” è diventata un punto di discussione, con l’allenatore che, dopo ogni sconfitta, lamenta la mancanza di questa caratteristica nel suo gruppo di giocatori. Tuttavia, è difficile conciliare questa affermazione con le vittorie prestigiose, come il recente trionfo 3-0 contro l’Atalanta.

Le lamentele di Juric non si limitano al campo di gioco ma coinvolgono anche il mercato e le strutture sportive. Le richieste del tecnico, come l’acquisto di Ilic, Vlasic e Lazaro, hanno evidenziato una certa rigidità da parte della dirigenza. Tuttavia, Juric ha contribuito a migliorare le strutture, come dimostrano le nuove vele al Filadelfia, che proteggono il lavoro dei giocatori da occhi indiscreti, e l’allestimento di una sala-mensa.

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