Davanti al maestoso Laugardalsvöllur di Reykjavik, l’imponente statua di Albert Sigurdur Gudmundsson, un’icona che non solo incarna la storia del calcio islandese ma anche la radice di una dinastia destinata a sfidare l’Inter con determinazione e spirito indomito. Albert, il patriarca, il calciatore intraprendente e il politico dal carattere eccentrico, ha piantato i semi di una tradizione familiare che oggi vede suo omonimo, Albert Gudmundsson Jr., tra le stelle del Genoa, pronto a fermare la corsa dei nerazzurri.

La storia inizia nel lontano Dopoguerra, quando Albert Sigurdur Gudmundsson Senior divenne il primo calciatore islandese a varcare i confini nazionali, calcando i campi del Milan nella stagione 1948-49. La sua famiglia, da allora, ha continuato a prosperare nel mondo del calcio, culminando nell’emergere di Albert Jr., il ventiseienne talentuoso che ha conquistato la Serie A con il Genoa. Il numero 11 del Grifone, con nove gol in questa stagione, è diventato un punto fermo e una minaccia costante per le squadre avversarie. La Juventus, attuale capolista, deve riconoscere il ruolo determinante di Albert Gudmundsson nel ridurre il divario. La fama del giovane talento si diffonde, alimentata anche dai racconti eroici del bisnonno, il campione che introdusse la piccola Islanda nel panorama calcistico italiano fresco di due Mondiali vinti.

Un uomo di poche parole

Nonostante il carattere riservato degli islandesi, Albert Gudmundsson Jr. porta con sé un orgoglio legittimo, un’eredità che lo spinge a replicare le gesta del bisnonno contro l’Inter. La partita di stasera non è solo un derby per il genoano; è un’opportunità di onorare la memoria di chi ha aperto la strada, unendo la forza della sua famiglia al suo talento calcistico. “Se non ti piace il tempo islandese adesso, aspetta cinque minuti: probabilmente peggiorerà”, afferma saggiamente un cittadino di Reykjavik. Il clima islandese, così mutevole e imprevedibile, è diventato parte integrante dell’esperienza calcistica italiana grazie a Gudmundsson Jr. Turisti italiani affollano il Laugardalsvöllur, attratti non solo dal paesaggio nordico, ma anche dalla storia straordinaria di questa dinastia calcistica.

Il bisnonno Albert Gudmundsson Senior, figura singolare nella storia islandese, iniziò la sua carriera nei Rangers a Glasgow, passando poi all’Arsenal e al Nancy in Francia. Il suo arrivo al Milan nel 1948 non passò inosservato, segnando subito all’esordio con l’Atalanta. La sua avventura in rossonero fu breve, ma il suo impatto e la sua eredità si estesero ben oltre il calcio. Dopo la tragedia di Superga nel 1949, Albert Gudmundsson Senior ricostruì la sua vita e, nel 1962, tornò a Parigi come console islandese. La sua carriera politica lo vide entrare in Parlamento, dove si oppose con fermezza agli inglesi durante una delle “guerre del merluzzo” del 1975. Una figura eclettica, il patriarca contribuì alla politica islandese e all’economia fino al 1987.

Le nuove leve della famiglia

La tradizione familiare calcistica si sviluppò ulteriormente con il figlio di Albert Sr., Björn Albertsson, anch’esso un calciatore di successo e il secondo miglior marcatore di sempre della A islandese con 126 reti. Il padre di Albert Jr., Gudmundur Benediktson, ex calciatore con un’affermata carriera televisiva, divenne virale durante Euro 2016 per la sua esultanza appassionata ai gol dell’Islanda. Anche la madre di Albert Jr., Kristbjörg Helga Ingadóttir, ha fatto la sua parte nel calcio, accumulando quattro presenze nella Nazionale nel 1996. La famiglia Gudmundsson è una fusione di talento calcistico e impegno sociale, una forza che soffia come il vento freddo dell’Islanda.

Il destino ha riportato il nome Albert Gudmundsson nel panorama calcistico italiano, questa volta con il giovane talento pronto a scuotere l’Inter. Dopo 75 anni dal derby perso dal bisnonno, Albert Jr. è pronto a scrivere una nuova pagina nella storia familiare, promettendo una rivincita contro gli avversari nerazzurri. La dinastia anti-Inter, alimentata dalla passione e dalla storia, continua a sfidare il destino con il fuoco intraprendente dei Gudmundsson.

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