Nell’attuale panorama calcistico italiano, dove molte delle squadre più grandi affrontano sfide più o meno complesse, è interessante notare come le cosiddette “piccole” stiano emergendo con audacia e buon gioco. Allenatori come D’Aversa, Palladino, Di Francesco, Dionisi e Thiago Motta stanno dimostrando che il tempo a disposizione può essere un alleato prezioso per realizzare idee e cambiamenti significativi.

Il Lecce, attualmente al terzo posto in classifica, si è distinto come la sorpresa più positiva di questo inizio di campionato. Con il nuovo allenatore Roberto D’Aversa, la squadra giallorossa ha affrontato un rinnovamento significativo della rosa, schierando il team più giovane del torneo. Nonostante le sfide iniziali, il Lecce si trova al terzo posto per PPDA (passaggi concessi prima di recuperare palla), dimostrando un pressing efficace e un gioco propositivo. La squadra ha condiviso il primato per dribbling tentati con la Fiorentina, evidenziando la pericolosità delle loro azioni individuali.

Il Monza, guidato da Palladino, ha mantenuto una forte identità di gioco nonostante le modifiche nella rosa. Con un nuovo centrocampo e senza alcuni giocatori chiave, il Monza è seconda solo all’Inter per xG su azione, dimostrando la volontà di fare la partita e una buona efficienza nel creare opportunità. Il lavoro di Thiago Motta, invece, si focalizza sull’orientamento al possesso, cercando di portare il gioco anche nella trequarti avversaria. Nonostante il quarto peggior attacco, Motta ha dimostrato di saper privare squadre di alto livello, come il Napoli, del controllo del pallone.

Il Sassuolo di Dionisi ha sorpreso tutti con un inizio di campionato eccezionale. Nonostante alcune variazioni nella rosa, i neroverdi sono diventati ancora più verticali, conducendo la classifica per attacchi diretti. Mentre il Frosinone, con lo stesso numero di punti di Napoli e Torino, mostra una capacità straordinaria di rendere più del previsto, specialità di Di Francesco che ha dimostrato in passato di ottenere prestazioni eccellenti da squadre teoricamente meno quotate.

In conclusione, in questo inizio di stagione, le “piccole” si rivelano essere non solo contendenti agguerrite ma anche squadre capaci di proporre un calcio di qualità. Con idee innovative, coraggio e un approccio tattico ben definito, stanno mettendo in difficoltà anche le squadre più grandi del campionato. Resta da vedere se questa tendenza continuerà nel corso della stagione o se le “grandi” riusciranno a ristabilire il loro dominio.

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