Un’epica odissea attraverso la carriera del centurione del gol, un viaggio tra le ere calcistiche che svela la grandezza senza tempo di Boninsegna

Il 13 novembre, il calcio italiano si inchina all’irripetibile Roberto Boninsegna, il leggendario attaccante che ha da poco festeggiato il suo ottantesimo compleanno. Noto ai più come “Bonimba”, Boninsegna è una delle figure più iconiche e indimenticabili della storia del calcio italiano. Gianni Brera, con la sua penna appassionata, lo elevò agli altari del calcio mondiale nei primi anni Settanta, accostandolo a nomi del calibro di Gigi Riva, un’affermazione audace in un’epoca in cui luminari come Gerd Muller, Pelè, Tostao e Cruijff dominavano il panorama calcistico.

Brera, sempre propenso alle iperboli, aveva intuito la grandezza di Boninsegna, il cui sinistro formidabile e la capacità acrobatica lo rendevano un attaccante completo, pronto a sfidare qualsiasi difesa. Oggi, con un affettuoso tributo, riviviamo le gesta di Bonimba, esplorando i tratti distintivi di un’epoca d’oro del calcio italiano.

La giovinezza di Boninsegna si intreccia con le strade di Mantova, dove la sua passione per il calcio sboccia in gioventù. Scoperto presto dalle giovanili dell’Inter, Boninsegna intraprende un viaggio che lo porterà a diventare una delle stelle più scintillanti del calcio italiano. Gli anni ’60 vedono la sua ascesa nella prima squadra dell’Inter, un periodo che avrebbe posto le basi per una carriera destinata a raggiungere vette stratosferiche.

Il culmine del successo di Boninsegna arriva con l’Inter negli anni ’70, un periodo in cui il calcio italiano sperimenta la magia del suo talento. Nella stagione 1970-1971, Boninsegna contribuisce in modo determinante alla conquista del titolo di campione italiano, una vittoria che rimane incisa nella memoria dei tifosi nerazzurri. La sua abilità nel segnare gol si traduce in numeri impressionanti: dal 1970 al 1974, Boninsegna fa tremare le reti avversarie con 81 gol in Serie A.

Brera, il visionario giornalista sportivo, non solo cattura la grandezza di Boninsegna, ma prevede anche il suo impatto nel calcio moderno. Oggi, ci poniamo la domanda: quanto sarebbe prolifico Boninsegna in un contesto calcistico contemporaneo? Le marcature ferree, gli interventi più scorretti e la fisicità del calcio di quel periodo non riescono a frenare l’impeto di Bonimba, il cui talento e determinazione lo rendono un avversario temibile in qualsiasi epoca.

L’analisi approfondita del periodo storico svela i dettagli che caratterizzano la carriera di Boninsegna. La difesa serrata, le battaglie corpo a corpo con gli stopper avversari, e la necessità di farsi rispettare in area di rigore sono sfide che Boninsegna affronta con grinta e carisma. Il suo impatto sulla squadra va oltre il semplice segnare gol: Boninsegna è il centravanti di cui la squadra sente il peso, una forza guida che incarna lo spirito del calcio italiano di un’epoca gloriosa.

La domanda cruciale rimane: quanti gol segnerebbe Boninsegna nel calcio contemporaneo? La sua media di 20 gol a stagione potrebbe tranquillamente superare quota 30, considerando le regole moderne che assegnano il gol al tiratore. La sua abilità tecnica, esemplificata da gesti magistrali come la sforbiciata contro il Foggia nel 1971, lo pone tra i fuoriclasse senza tempo.

Se confrontiamo Boninsegna con gli attaccanti contemporanei come Osimhen, Lautaro, Giroud, Lukaku e Vlahovic, emergono similitudini e differenze che sottolineano la unicità del suo talento. Bonimba possedeva una combinazione di abilità eccezionale: la velocità di Osimhen, la precisione in area di rigore di Lautaro, il gioco aereo di Giroud, la potenza di Lukaku e il colpo d’occhio di Vlahovic. L’analisi rivela che Boninsegna non solo si adatterebbe al calcio contemporaneo, ma continuerebbe a distinguersi come una forza inarrestabile.

In conclusione, Boninsegna, a 80 anni, rimane un’icona immortale del calcio italiano. La sua eredità va oltre i numeri e le statistiche; è intessuta di momenti indimenticabili, gesta eroiche e una passione per il gioco che ha ispirato generazioni di appassionati di calcio. Attraverso gli occhi di Boninsegna, riviviamo l’epopea di un’era gloriosa del calcio italiano, un viaggio che celebra l’eterna magia di un centravanti che, anche oggi, continuerebbe a incantare il mondo con il suo talento senza tempo.

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