Nel complicato quadro delle trattative di mercato, sembra che la Roma di Mourinho stia lottando per trovare il centravanti giusto. La situazione si è fatta ancor più intricata a causa dell’infortunio di Abraham, lasciando Mourinho con poche opzioni nel reparto offensivo.

Le trattative iniziate da Tiago Pinto, direttore sportivo della Roma, sembrano essere state costellate da una serie di fallimenti. Non è tuttavia giusto attribuire tutte le colpe a Pinto, poiché deve rispettare le direttive della proprietà.

Le prime opzioni prese in considerazione sono state Gianluca Scamacca e Alvaro Morata. Tuttavia, il primo è finito all’Atalanta, mentre il secondo ha richiesto uno stipendio elevato che la Roma non ha potuto soddisfare.

Anche altre trattative, come quella per Alejo Veliz e Marko Arnautovic, sono sfumate. Marcos Leonardo sembrava una buona opzione, ma non è stato possibile raggiungere un accordo con il Santos.

La Roma ha tentato di strappare Beltran alla Fiorentina, ma l’offerta è stata superata dal club viola. Anche Duvan Zapata sembrava un obiettivo concreto, ma l’Atalanta ha respinto l’offerta della Roma.

In questo contesto, sorge la domanda: perché la Roma non prova a chiedere un prestito con obbligo di riscatto per Romelu Lukaku al Chelsea? Questa mossa potrebbe portare benefici in termini di risultati e potenziali guadagni in futuro.

La situazione nel reparto offensivo è una preoccupazione non solo per la Roma ma anche per altre squadre di Serie A. Napoli, Inter, Juventus, Milan, Lazio e altre sono tutte attrezzate con diverse opzioni nel loro reparto offensivo.

Queste considerazioni sono un semplice pensiero di chi ha esperienza nel calcio da oltre quarant’anni. È importante notare che il direttore sportivo Tiago Pinto sta lavorando diligentemente per trovare la soluzione migliore, ma le difficoltà nel mercato rendono la situazione complessa.

Infine, nel contesto delle trattative e delle considerazioni di mercato, c’è spazio per l’aspetto curioso che l’avvocato che rappresenta Romelu Lukaku, Sébastien Ledure, ha studiato a Roma. Con vari fattori in gioco, dalle caratteristiche del giocatore alla presenza di Mourinho e Dybala, il futuro dell’attacco della Roma resta un enigma da risolvere.

L’Acquisto Sardar Azmoun sarà ufficializzato in giornata

Nel mondo dello sport, ci sono storie che catturano l’immaginazione e ispirano milioni di persone. La storia di Sardar Azmoun, un giovane calciatore iraniano, è una di quelle storie. La sua carriera è stata segnata da sfide, ostacoli e momenti di trionfo che dimostrano come la passione e la determinazione possano portare a risultati straordinari.

Tutto è cominciato con una chiamata all’improvviso, che ha segnato una svolta nella vita di Azmoun. Inizialmente, aveva scelto la pallavolo come sport, ma grazie a un amico che lo ha coinvolto nel calcio, ha deciso di intraprendere questa nuova strada. Da quel momento, la sua dedizione al gioco è stata inarrestabile.

Ma non tutto è stato facile. A soli 15 anni, Azmoun è stato scartato da un vecchio allenatore che gli ha detto che non avrebbe avuto futuro nel calcio. Tuttavia, questo rifiuto non lo ha fermato. Una nuova opportunità è arrivata quando è stato chiamato a partecipare a un torneo regionale vicino a Gonbad, in Iran. “Verresti a giocare con noi? Ci serve una punta”, gli è stato chiesto. Dopo aver riflettuto a lungo e notti insonni, Azmoun ha deciso di prendere quella strada. Una scelta che si è rivelata determinante, un vero “sliding door” nella sua vita.

Le sue abilità nel calcio si sono sviluppate rapidamente, e ha iniziato a farsi notare. Dopo un paio di stagioni in Russia, è diventato un attaccante di successo nello Zenit San Pietroburgo, vincendo titoli e riconoscimenti. Ma l’Italia era sempre nei suoi pensieri. Nonostante le occasioni che sono sfumate, ora è pronto per affrontare una nuova sfida con la Roma, sotto la guida di José Mourinho.

Azmoun non è solo un calciatore talentuoso, ma anche un individuo con una forte personalità e un impegno sociale. Ha alzato la voce in difesa delle donne iraniane durante le proteste nel suo paese, dimostrando il suo impegno al di là del calcio.

Conosciuto come il “Messi iraniano”, Azmoun ha dimostrato il suo talento sia a livello di club che con la nazionale. La sua velocità, la rapidità di pensiero e la voglia di cercare la giocata sono solo alcune delle qualità che lo hanno reso un attaccante temibile. Anche se ha affrontato sfide fuori dalla Russia, Azmoun è determinato a dimostrare il suo valore dovunque giochi.

Ma la sua vita va oltre il campo da gioco. Azmoun trova conforto nel mondo dei cavalli, e il suo legame con la sua terra d’origine, l’Iran, rimane saldo. La sua storia è un esempio di perseveranza e passione che possono portare a risultati straordinari, anche quando il cammino sembra difficile.

Infatti, Azmoun è conosciuto come il “Messi iraniano”, un soprannome guadagnato grazie al suo stile di gioco dinamico e alle sue abilità straordinarie. Nonostante i paragoni con il leggendario Lionel Messi, Azmoun ha sempre mantenuto umiltà e ha sottolineato che è unico nel suo genere.

Carriera calcistica:

La sua carriera calcistica è stata caratterizzata da successi sia a livello di club che di nazionale. Ha dimostrato di essere un attaccante versatile, in grado di segnare gol spettacolari e di creare opportunità per i compagni di squadra. La sua abilità nel trovare spazi e nell’affrontare i difensori lo rende una minaccia costante per gli avversari. 

Sardar Azmoun, nome che suscita l’entusiasmo dei tifosi e il rispetto degli avversari, ha tracciato un percorso calcistico eccezionale sin dai suoi esordi. Nato per il calcio nella cittadina iraniana di Gonbad-e Kavus, Azmoun ha affascinato il mondo con la sua abilità nel maneggiare il pallone e nel segnare gol spettacolari.

La sua storia inizia con il club locale Oghab Gonbad, dove il giovane talento dimostrò subito il suo potenziale. Tuttavia, è stato nel settore giovanile dello Shamoushak Gorgan che Azmoun ha iniziato a catturare l’attenzione degli osservatori. Il suo passaggio all’Etka Gorgan, all’epoca impegnato nella seconda serie iraniana, è stato il primo passo verso il palcoscenico del calcio professionistico.

Un momento cruciale della sua giovane carriera è stato il trasferimento al Sepahan a soli 15 anni. Mentre ancora si stava sviluppando come giocatore, Azmoun ha avuto l’opportunità di scendere in campo in alcune amichevoli pre-campionato. Quell’annata si è rivelata memorabile, poiché il Sepahan ha conquistato il titolo iraniano, sancendo l’inizio di una carriera promettente.

Tuttavia, è stato il suo passaggio ai russi del Rubin a segnare un punto di svolta nella carriera di Azmoun. Il suo debutto nella squadra principale è avvenuto con un’entrata in scena straordinaria in UEFA Europa League contro il Jagodina. Da lì in poi, Azmoun ha dimostrato il suo valore, segnando gol cruciali e guadagnandosi un posto nell’undici titolare.

Il prestito al Rostov è stato un altro capitolo importante nella sua carriera. Durante questa parentesi, Azmoun ha consolidato la sua posizione come attaccante di talento, contribuendo con gol che hanno spesso fatto la differenza per la squadra. Il suo impegno è stato così apprezzato che è stato riscattato dal club per una cifra significativa.

Il passaggio allo Zenit San Pietroburgo ha confermato il suo status di stella emergente. Qui, Azmoun ha continuato a far brillare la sua stella, segnando gol spettacolari in UEFA Europa League e in campionato. La sua abilità nel segnare gol è stata una delle chiavi del successo dello Zenit, culminato nella conquista del titolo nazionale. Il percorso di Azmoun ha continuato a fiorire, con stagioni consecutive in cui ha dimostrato la sua costanza e il suo valore per la squadra. Ha vinto titoli, incluso il prestigioso double Prem’er-Liga-Coppa di Russia, e ha persino guadagnato il titolo di capocannoniere del campionato.

Oltre ai successi di club, Azmoun ha onorato la sua nazione rappresentando l’Iran in campo internazionale. Il suo debutto in nazionale maggiore è stato solo l’inizio di una storia che ha visto momenti di sfida e trionfo. Nonostante il ritiro temporaneo, Azmoun ha dimostrato la sua dedizione indomabile tornando in campo per la Coppa d’Asia del 2019 e lasciando il segno con quattro gol.

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